Il progetto
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Quando un popolo,
divorato dalla sete di libertà,
si trova ad avere capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole,
fino ad ubriacarlo,
accade allora che,
se i governanti resistono alle richieste dei suoi più esigenti sudditi,
sono dichiarati tiranni.
Ed avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori
è definito un uomo senza carattere, un servo;
che il padre impaurito finisce col trattare il figlio come suo pari e non è
più rispettato;
che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui,
che i giovani pretendono gli stessi diritti,
la stessa considerazione dei vecchi e questi,
per non parere troppo severi danno ragione ai giovani.
In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una sola pianta:
la tirannia
Dal libro 8° della Repubblica di Platone - Filosofo (427 a.C. - 347 a.C.).
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Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.
LUIGI EINAUDI
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